Un solo binario, quel binario

Quando non mangio biscotti scrivo cose, anche romanzi.

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  1. Ne ho lette cose in questi giorni… questa è una delle più belle senza dubbio. Un pensiero che porta con sé chiunque si fermi a leggere. Grazie

  2. Concordo con quanto detto da Elena, in questi giorni molti (troppi) hanno espresso la loro opinione riguardo a quella immane tragedia sul biario pugliese, la maggior parte di loro ne hanno approfittato per accusare, cercare dei colpevoli, ma pochi pochissimi hanno avuto la sensibilità e la bravura che hai avuto tu. Felice di leggerti, sempre, Salvatore.

  3. Quando ricordi al mondo che sai scrivere certe meraviglie mi ricordo perchè ti seguo come se ti conoscessi da sempre…
    Mi affianco al tuo saluto… 🙁

  4. Non per voler rovinare il tuo bellissimo scritto (sai quanto li apprezzo) ma questa storia mi ha lasciato una grande rabbia addosso. Trovo inaccettabile che nel 2016 possa avvenire un incidente di questo tipo, con la tecnologia che abbiamo. Quello che è successo ha dei colpevoli e bisogna capire. Robe da terzo mondo, le ferrovie al sud sono in stato di abbandono e senza finanziamenti. Io sono sì Trapani e la linea ferroviarie è una barzelletta. Vivo al nord da anni e in tre ore puoi raggiungere Venezia da Torino. Lo stato deve capire che il sud ha bisogno di infrastrutture adeguate, la visita di Renzi nel luogo della tragedia è inopportuna, pensi a finanziare il sud prima di lavare la faccia alla gente con la sua presenza.

    1. Vito pur essendo anche io arrabbiato per quanto accaduto non credevo fosse il caso di entrare nell’argomento, anche per rispetto di chi in quel binario ci ha perso la vita, e anche per chi in quel binario ci ha lavorato per una vita, tutti i giorni.

      1. Cercare di entrare nella discussione lasciandomi andare in tecnicismi come fosse una banale puntata condotta da Del Debbio non fa per me. Però è il mio blog, quindi quantomeno posso controllare i toni e i punti d’argomentazione.

      2. Sicuramente quell’immane tragedia ha dei responsabili, ma non sempre responsabilità è sinonimo di colpevolezza.

      3. Dire: “i trasporti al sud fanno schifo” come per dare la colpa alle istituzioni e fare del “classismo” è secondo me sbagliato, nonché alquanto superficiale. Ho letto molte testimonianze di gente che dopo l’accaduto difendeva la società che gestisce la linea dove è avvenuto l’incidente: gente che prendeva il treno più volte al giorno, che in due anni sarà arrivata solo due volte in ritardo, gente che si è sempre complimentata per l’efficenza dei treni, moderni e veloci.

      4. Possibile che nel 2016 un treno non veda che sulla linea che sta percorrendo ci sia un treno che gli va contro? Purtroppo sì. Perché seppure molte linee in Italia siano moderne e altre hanno iniziato i lavori di modernizzazione, alcune (poche) funzionano ancora sotto l’occhio umano: ossia dei capistazione che si chiamano per concordare chi debba partire prima. Alcuni hanno un sistema che in caso di “svista” o mancato “dialogo” blocca il treno non permettendogli di partire. Altre stazioni (poche rispetto al gran numero di linee presenti in Italia) questo sistema di blocco non ce l’hanno. E perché non ce l’hanno? Andiamo al punto seguente.

      5. Le infrastrutture e l’Italia. Le infrastrutture e il sud. Gran bella domanda. Sapevi che quella linea sfortunata della Puglia aveva ricevuto un finanziamento dall’Unione Europea di oltre 150 milioni di euro nel 2012? Fondi che la Regione non ha speso per burocrazia, appalti e impicci vari? Questi fondi dovranno essere restituti all’Unione perché “inutilizzati” e saranno a disposizioni di altri stati dell’Unione più veloci nel creare opportunità. Detto questo, la società che ha in concessione la linea aveva pianificato un doppio binario – come in altre zone della Puglia – ed era solo questione di tempo prima che i lavori iniziassero.

      6. Dire che in Sicilia le Ferrovie sono una barzelletta non è una cosa giusta. La linea Palermo-Messina-Catania è una delle più utilizzate tutti i giorni da pendolari e non. Seppur le linee non sono paragonabili a quelle virtuose che attraversano il Nord Italia il servizio non è pessimo come può sembrare. E’ vero, per molti chilometri esiste ancora un unico binario, ma bisogna capire che il doppio binario per brevi percorrenze non è sempre essenziale. Basterebbe aggiornare la tecnologia sulla linea per evitare incidenti.

      7. Tu vieni da Trapani, lo so, e so come funziona la linea da quelle parti: inesistente, o quasi. Ma dare la responsabilità di ciò al “governo Renzi” è assurdo, oserei dire “Salviniano”, perché se domani Renzi decide di dare alla Regione Sicilia 1 milione per ammodernizzare la linea ferroviaria del Trapanese, pensi che ciò avverrà? Il sistema dei trasporti Trapanese è in mano a servizi automobilistici che controllano tutto quello che è possibile controllare per continuare ad avere il monopolio. I Trapanesi per andare a Palermo non prendono il treno ma il bus, perché esso ci mette solo 1 ora e mezza, invece il treno (90 km) impiega tre ore e passa. Eppure io 90 chilometri (Palermo-Cefalù) in treno impiego un’ora. Com’è possibile? Se sei una persona sveglia (e lo sei) ci arriverai da solo.

      8. Finisco dicendo che se Renzi va nel luogo di una catastrofe nazionale lo fa perché è il Primo Ministro, rappresenta l’istituzione. Non credo che la sua sia una lavata di faccia, anche il peggiore degli stronzi sarebbe dispiaciuto per quanto accaduto. Non credo nemmeno che il responsabile sia lui, ma un sistema burocratico nazionale che ha ingolfato questo paese negli ultimi cinquant’anni.

      L’ultimo pensiero è per quelle persone coinvolte nell’incidente, lavoratori, esseri umani, che per un errore “umano” (si dice così, non a caso), hanno spezzato delle vite, compresa la loro. Ecco, se c’è una cosa su cui dover lavorare è limitare che gli errori umani diventino delle tragedie, perché siamo soggetti a sbagliare, altrimenti saremmo dei robot.

      Ciao Vito, buona giornata

      1. Tore io non volevo fare del classismo, pur vivendo al nord sono un terrone e ci tengo alla mia terra, questo però non mi vieta di poterla criticare. Per quanto riguarda i colpevoli… riguardo ai responsabili (i due capistazione?) credo che bisogna iniziare a punire qualcuno per evitare che qualcosa di simile riaccada. Capisco che il mestiere del ferroviere è difficile e pieno di routine, però non si può chiudere un occhio perchè purtroppo i soggetti responsabili non erano aiutati dalla tecnologia. Detto questo non avercela con me e con la mia “demagogia” come ha detto qualcuno. Ciao e Forza Juve 😉

        1. Vito meo, tranquillo non ce l’ho con te, e non credo che tu volessi fare del classismo, ma conosco i miei paesani che si fanno venire la vena fin troppo presto, a volte senza riflettere più di tanto.

          Io credo che a volte critichiamo fin troppo, critichiamo facilmente, soprattutto quando non conosciamo i problemi della realtà di cui stiamo parlando. Tutti abbiamo dei problemi e tutti possiamo sbagliare.

          La nostra terra, il sud in genarale, non va solo sfruttato durante le ferie, va migliorato, e per migiorarlo ci vuole gente disposta a farlo, buone intenzioni sul territorio e non solo. Non attacchiamo solo per il gusto di farlo.

          Ciao 😉

          1. Volentieri. Io ad agosto per due settimane non sarò in Sicilia. Però scrivimi anche in privato se vuoi 😉

  5. Racconto che testimonia la tua bravura nella scrittura ed eleganza nell’esprimere vicinanza alle famiglie coinvolte in una tragedia che ha sconvolto tutti. Perché tutti noi viaggiamo ogni giorno, per lavoro o per studio o per andare a trovare i propri cari.

    D’accordo anche con il tuo commento di risposta dove elenchi alcuni dei punti per il quale molte persone dovrebbero preferire il silenzio alla demagogia che in questi casi non serve proprio a niente.

    Ciao Salvatore, è sempre un piacere leggerti.

  6. Ciao Salvatore come stai? Sono Matteo P. spero non ti sia dimenticato di me, come stai è molto che non ci vediamo.

  7. Ne ho letti tanti di scritti tuoi ma questo è uno dei più belli in assoluto. Aggiungerei anche il commento che ne è seguito, un commento di un trentenne poco comune. Bravo bravo.

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